Alla vigilia dell’Australian Open, l’ex numero uno ora commentatrice per Eurosport, stila le sue “pagelle”, promuovendo Sabalenka e bocciando la Battaglia dei Sessi

foto Eurosport
Le qualificazioni si sono concluse, il tabellone è stato sorteggiato, tutto è pronto per l’Australian Open. Per entrare ancora più in atmosfera, abbiamo intervistato Justine Henin, ex numero 1 Wta, ora commentatrice tv, che proprio in occasione del primo Slam dell’anno seguirà l’evento per i microfoni di Eurosport, che trasmetterà l’Australian Open in diretta integrale su discovery+ e per la prima volta su HBO Max.
Gli Slam stanno diventando sempre più eventi di spettacolo. L’Australian Open, con il One Million Dollar Point, lo Us Open con il doppio misto tra top players: credi che Roland Garros e Wimbledon debbano adeguarsi?
“Ogni torneo ha un’identità e cerca di rimanere moderno a suo modo. Alcuni poi hanno dalla loro la storia: non vedrei l’ One Million Dollar Point Slam a Wimbledon. Credo sia fantastico che ogni torneo riesca a mantenersi diverso, con la propria atmosfera. Il Roland Garros ha lavorato molto negli ultimi anni per lo sviluppo dell’impianto, aggiungendo campi, con il nuovo stadio, hanno fatto un lavoro straordinario, anche per lo show che riescono a produrre. Non penso andranno mai nella direzione di Australian Open e Us Open, ma il mondo vuole spettacolo. Non critico questo, perché capisco che la gente cerca intrattenimento. Il tennis è uno sport forte, Slam, Atp e Wta sono la parte centrale del nostro sport e tutto quello che c’è intorno va bene ed è eccitante ma è giusto che si mantenga un equilibrio. Si discute molto sulle esibizioni, io non sono contraria, so che restituiscono qualcosa ai fan, ma ciò che rende questo possibile sono quei match epici, tipo la finale del Roland Garros dello scorso anno tra Sinner e Alcaraz, che fanno la storia del nostro sport”.
A proposito di esibizioni, cosa pensi della Battaglia dei Sessi tra Sabalenka e Kyrgios?
“A dire la verità non ho visto il match con Kyrgios. So che si tratta di uno show, ma mi domando perché le donne debbano competere con gli uomini. Conosciamo le differenze fisiche. Quando guardo un match, che sia maschile o femminile, non mi concentro su quell’aspetto. Cerco emozioni, uomini e donne che combattono su un campo, che sfruttano le proprie qualità, che rivelano le loro personalità. Talvolta trovo tutto ciò più in un match femminile che in uno maschile. Guardo oltre il confronto. Se i fan sono contenti va bene, ma io non do molta importanza alla Battaglia dei Sessi perché non c’entra nulla con quello che accadde a Bilie Jean King qualche decennio fa, è tutta un’altra storia”.
Nel tabellone femminile figura un nome che conosci molto bene, Venus Williams. Come pensi sarà il suo approccio al torneo?
“Se è ancora in campo è perché vuole farlo. Io ho giocato contro di lei la mia prima finale Slam, a Wimbledon, nel 2001, e nel 2026 giocherà ancora uno Slam: per me è folle. Mi ha sorpresa molto come sia riuscita a competere allo Us Open. Naturalmente per lei è dura, ma finché sarà dove vuole essere, credo debba godersela”.
Tra le favorite c’è naturalmente Aryna Sabalenka
“Aryna per me è sorprendente, ci mostra sempre quello che è, le sue emozioni, a volte per lei è difficile trattare certe situazioni. Penso che la finale dello scorso anno per lei sia stata dolorosa, ma credo anche che sia stato un momento importante e sono felice sia riuscita a vincere a New York, perché a livello di continuità è la migliore. Mantenere la stabilità non è semplice, servono energia, motivazione, le sollecitazioni sono tante, ma lei è riuscita a gestirle, è probabilmente la prima favorita per gli Australian Open per molte persone. Ha tutto nelle sue mani ma deve gestire le emozioni, che sono un fattore fondamentale”.
Quindi non è la prima favorita per te?
“Sono terribile nei pronostici. Ho dovuto scegliere un nome per Eurosport e ho detto Rybakina. Alla fine della stagione ha giocato bene, è tornata ad alti livelli. La scorsa settimana ha perso da Muchova ma in Australia ha già fatto bene. Sabalenka naturalmente è in ottima posizione ma il torneo è molto aperto. Se vincesse Jasmine Paolini, per esempio, ne sarei molto felice, anche se non è la mia favorita come pronostico”.
Per il terzo anno consecutivo Jasmine Paolini ha chiuso nelle top 10. E’ fisicamente molto potente, veloce ma non molto alta. Pensi ci sia ancora spazio nel tennis moderno per questo tipo di giocatrici?
“Certo. Non posso dire diversamente perché ho avuto a che fare in prima persona con la ‘questione’ lungo tutta la mia carriera. Jasmine lo ha dimostrato, è parte del tour. Se può andare ancora meglio, se può vincere un Grand Slam è da vedere; ma con le sue capacità ha dimostrato di averne le possibilità. Ti puoi concentrare sui centimetri che mancano ma anche sulle qualità che hai sviluppato in modo diverso, e lei ha iniziato a capirlo. La fiducia arriva con i risultati ma anche con la continuità. Fare un altro passo e prendersi l’opportunità è un’altra storia, ma ci ha dimostrato che è possibile. E’ veloce, è intelligente, colpisce bene. Certo il servizio rimane un tema anche nel tennis femminile, ma si può migliorare in ogni fase, ad ogni livello, penso abbia margini per farlo. Io adoro vederla giocare, è fresca, porta il sorriso, aggiunge qualcosa al gioco, spero possa conservare quell’energia e quell’intensità”.
Infine una parola sulla Swiatek, che in United Cup è sembrata un po’ in difficoltà…
“La United Cup richiede un approccio diverso, è una gara a squadre, c’è un’atmosfera differente. Certo, ci può dare dei segnali, forse Iga non era ancora pronta o al 100% fisicamente, ma la mia percezione è che lei debba sentirsi molto a suo agio e focalizzata su quello che fa, mentre questa è una atmosfera differente. Non sarei troppo preoccupata dalle sue prestazioni ma certo, giocare in Australia è sempre una sfida. Iga è una campionessa e ha dimostrato di saper gestire la pressione. Quando sei numero uno è difficile, quando vieni da un paese dove sei una superstar e ci sono tante aspettative su di te. Lei è intelligente e ambiziosa e fino a che sarà motivata, troverà un senso in quello che fa e un equilibrio fisico e mentale”.
L’articolo Justine Henin: “Adoro vedere giocare Jasmine Paolini. E’ fresca, porta il sorriso. Vederla vincere in Australia mi farebbe felice. proviene da Il Tennis Italiano.









