Al terzo Slam della sua carriera, la kazaka Elena Rybakina ha conquistato gli US Open, dimostrando un tennis moderno, elegante e potente. Dopo l’incidente di Cincinnati, dove si era dubitato della sua capacità di tornare in campo, la campionessa ha eliminato in un solo colpo Aryna Sabalenka e ha chiuso il torneo con un 10 e lode, avvicinandosi al suo unico titolo ancora mancante a Parigi.
Il tedesco Alexander Zverev si è distinto come il più bravo della cosiddetta “seconda fila”. Con due Slam vinti in tre mesi, ha superato le assenze e i problemi di Sinner e Alcaraz, consolidandosi al primo posto della Race e al secondo del ranking mondiale. A New York ha iniziato con qualche difficoltà, ma ha mantenuto il controllo fino alla finale, dove ha confermato la sua superiorità.
Il quarto posto spetta a Taylor Shelton, che non è riuscito a portare gli Stati Uniti a un titolo, ma ha regalato la partita più memorabile del torneo contro Carlos Alcaraz. Il suo rovescio è migliorato notevolmente e, grazie a questi risultati, è salito al quarto posto del ranking e al terzo nella Race.
Aryna Sabalenka, nonostante una buona prestazione fino alla finale, ha mostrato una netta differenza di livello rispetto a Rybakina. Il suo torneo è stato positivo dopo mesi deludenti, ma non vince più da marzo e ha perso il primato in classifica dopo 99 settimane.
Tra gli emergenti, il belga Blockx (classe 2005) ha confermato il suo talento, superando Cobolli e Cerundolo prima di cedere nei quarti, in parte per problemi fisici. Dall’altra parte, la cinese Quinwen Zheng, tornata a livelli alti dopo un’operazione al gomito, ha sfiorato la vittoria contro Rybakina, ma è stata sconfitta al terzo set.
Carlos Alcaraz ha ricevuto un 7,5, con un torneo ottimo ma interrotto da una sconfitta fisica contro Shelton. Il suo sorriso e il dritto sono tornati in forma, lasciando spazio a future sfide contro Jannik Sinner nella parte finale della stagione.
L’italiano Lorenzo Darderi, ora tra i primi del ranking, ha confermato i progressi degli ultimi mesi, nonostante la sconfitta nei primi due set contro Zverev, probabilmente per l’emozione. È stato l’italiano più lontano nel torneo.
Denis Khachanov ha raggiunto la sua terza semifinale Slam, ma gli errori nei due tie‑break persi contro Zverev hanno evidenziato la differenza tra un campione e un campionissimo.
Le speranze italiane di Musetti e Cobolli sono state deluse: Musetti è uscito al secondo turno contro Sweeney, poi è stato superato da Darderi, mentre Cobolli ha resistito un turno in più, perdendo solo in un set contro Blockx.
Novak Djokovic, al 4,5, ha subito una sconfitta precoce contro Navone, alimentando dubbi sulla sua forma a 39 anni, nonostante le dichiarazioni di malessere.
Tra le donne, la statunitense Coco Gauff (Keys) è stata sconfitta 5‑0 nel terzo set da Quinwen Zheng, mentre Anisimova, finalista brillante l’anno scorso, è uscita al terzo turno contro Potapova, perdendo la posizione nella Top Ten.
Il canadese Félix Auger‑Aliassime, testa di serie numero 3, ha ceduto al primo turno, confermando la percezione di un talento ancora in attesa di risultati decisivi.
Il francese Jannik Jodar ha subito una sconfitta sorprendente (6‑2 6‑1 6‑1) contro Bu, probabilmente a causa dell’alto carico di partite recenti. Rimane in corsa per le Finals autunnali.
Infine, il greco Arthur Fils, reduce dalla vittoria di Cincinnati, è stato eliminato subito da Stefanos Tsitsipas, nonostante avesse un set e un break di vantaggio, una prestazione definita imperdonabile.
Fonte originale: tennisitaliano.it

