Un talent scout ha espresso, a caldo, il proprio parere sulla recente lista di sanzioni applicata agli US Open, definendola poco coerente.
Secondo l’autore, le multe vengono inflitte per comportamenti tipici del tennis – linguaggio scurrile, rottura di racchette o proteste – mentre infrazioni più gravi, come il furto di un motorino o il doping, sembrano ricevere un trattamento più indulgente. “Si punisce chi ruba un motorino, ma si chiude un occhio su chi si droga”, ha scritto, sottolineando l’apparente disparità.
Il commentatore cita due esempi concreti: il tennista Darderi, multato per 5 000 dollari a seguito di una racchetta rotta, e la russa Sabalenka, sanzionata con 7 500 dollari perché la violazione è avvenuta in finale. “È come se il valore della sanzione dipendesse dal luogo in cui avviene l’infrazione”, osserva.
Per rendere più efficace il deterrente, propone un regime progressivo: avvertimento alla prima rottura, ammonimento alla seconda e, alla terza, esclusione dal prossimo Slam o decurtazione della metà del montepremi. Solo così, secondo l’autore, i giocatori rifletterebbero prima di commettere l’errore.
L’articolo originale è pubblicato su Il Tennis Italiano.
Fonte originale: tennisitaliano.it

