La buona notizia è che questa finestra internazionale è finita. L’Italia avrà ora tre mesi per guardarsi allo specchio e cercare di capire cosa diavolo stia succedendo agli Azzurri, ora che un nuovo allenatore prenderà le redini della squadra. Stasera hanno battuto la Moldavia 2-0 al Mapei Stadium di Reggio Emilia nella loro seconda partita di qualificazione al Mondiale 2026, l’ultima con Luciano Spalletti in panchina – sì, solo in Italia un allenatore può stare in panchina dopo che l’annuncio del suo esonero è stato reso pubblico. Pura assurdità calcistica. Chi sperava in una prestazione di riscatto dopo l’inaccettabile battuta d’arresto di venerdì scorso a Oslo – che è costata il posto a Luciano Spalletti – è rimasto deluso. Francamente, è stata una prestazione appena accettabile da parte degli Azzurri. Forse, qualcosa di meno. L’Italia aveva bisogno di vincere e di segnare il più possibile per ridurre la differenza reti contro la Norvegia. Hanno preso tutti e tre i punti in palio e, in questi tempi difficili per la Nazionale, forse dovremmo semplicemente esserne contenti. Per quanto volessimo essere ottimisti, c’erano pochissime occasioni che una squadra italiana, con la fiducia in se stessa a pezzi e la condizione fisica pessima, potesse segnare quattro o cinque gol nella rete della Moldavia. Ci si sarebbe augurati che gli Azzurri offrissero almeno una prestazione grintosa e coraggiosa, anche solo per onorare l’ultimo ballo di Spalletti. Nessuna possibilità. L’occhio della tigre non si è visto da nessuna parte. La partita al Mapei Stadium ha certificato, ancora una volta, che i problemi dell’Italia vanno ben oltre la guida di Luciano Spalletti. Gli Azzurri sembravano esausti, apatici, impotenti. Hanno concesso moltissime occasioni da gol a una squadra moldava che, a dire il vero, meritava di segnarne almeno una. C’era una volta la BBC. La difesa incrollabile dell’Italia. Stasera, la difesa azzurra è apparsa poco attenta e Gigio Donnarumma ha dovuto ancora una volta lavorare duro per tenere a galla la Nazionale. Alla fine, l’evidente divario di qualità – alcuni giocatori moldavi, come il difensore del Messina Daniel Dumbravanu, giocano in Serie C – ha fatto la differenza, con Giacomo Raspadori che ha aperto le marcature per gli azzurri al 42′ e Andrea Cambiaso che ha raddoppiato pochi minuti dopo la ripresa. Ma tutto questo è arrivato dopo che la Moldavia aveva segnato per prima, solo per vedere il suo gol annullato dal VAR per fuorigioco. I tifosi del Mapei Stadium hanno inizialmente cercato di incitare gli azzurri, ma i loro cori si sono gradualmente spenti. A metà del secondo tempo, quando ormai era chiaro che questa sarebbe stata l’ennesima prestazione da dimenticare per gli italiani, sugli spalti del Mapei è calato il silenzio. Era irreale. Ora basta. È tempo di ripartire con un nuovo progetto. Chiunque prenderà le redini della squadra avrà un compito colossale da affrontare, un compito in cui avrà molto più da perdere che da vincere. In bocca al lupo a lui. Non lo invidiamo. L’articolo Italia-Moldavia 2-0: gli azzurri mediocri non riescono a riscattarsi è apparso per la prima volta su The Cult of Calcio.









