Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, si è dimesso pochi giorni dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali per la terza volta consecutiva, ponendo fine a un mandato iniziato nel 2018 e che lo ha visto rieletto due volte. La Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) terrà le elezioni generali il 22 giugno. La decisione era nell’aria ed è stata annunciata durante una riunione straordinaria dei soci. Tutti i partiti politici, incluso il Ministro dello Sport Andrea Abodi, chiedevano a gran voce un cambio al vertice. Gravina aveva ricevuto l’appoggio del presidente della UEFA, Aleksander Ceferin, ma ciò non è bastato a fargli cambiare idea. Era diventato uno dei vicepresidenti dell’organismo internazionale nell’aprile 2023, dopo aver fatto parte del comitato esecutivo. Era stato confermato nel suo ruolo, ormai non più ricoperto, nel febbraio del 2025 con il 98,68% dei voti. Secondo Sky, i principali candidati alla sua successione sono Gianluca Abete, che ha già ricoperto la carica in passato, il commissario della Serie C Matteo Marani e Giovanni Malagò, reduce da un lungo mandato alla guida del Comitato Olimpico Italiano. Il suo nome è stato menzionato direttamente dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, sebbene la Serie A abbia un potere limitato nell’elezione. È possibile che emerga un solo candidato favorito. Il prossimo presidente sceglierà il nuovo allenatore e il nuovo capo della delegazione azzurra. I contratti di Gennaro Gattuso e Gianluigi Buffon sono in scadenza e difficilmente verranno rinnovati. Il nostro parere su Gravina: meglio tardi che mai, visto che avrebbe dovuto dimettersi dopo il precedente fallimento. Ha fatto il minimo indispensabile in termini di riforme, nonostante l’ampio consenso di cui godeva. È ora di portare volti e idee nuove.
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L’articolo “Il presidente di lunga data della FIGC, Gravina, si dimette” è apparso per primo su The Cult of Calcio.









