Gennaro Gattuso sarà il nuovo allenatore dell’Italia. La voce si era diffusa da diversi giorni e, sebbene l’annuncio ufficiale non sia ancora arrivato, il direttore sportivo azzurro Gianluigi Buffon lo ha confermato alla stampa ieri sera dopo la vittoria dell’Italia sulla Slovacchia agli Europei Under 21. Gattuso metterà nero su bianco all’inizio della prossima settimana, con la presentazione ufficiale che potrebbe avvenire venerdì prossimo. Toccherà quindi a Gennaro “Rino” Gattuso da Corigliano Calabro, detto Ringhio – un soprannome che la dice lunga sulla personalità dell’ex stella del Milan e della Nazionale – far ringhiare di nuovo gli Azzurri. Uno staff da Campioni del Mondo per l’Italia Gattuso guiderà uno staff che include anche le ex leggende azzurre Leonardo Bonucci, Andrea Barzagli, Gianluca Zambrotta e Simone Perrotta. L’ex CT della Nazionale Cesare Prandelli, ultimo CT a guidare l’Italia in un Mondiale nel 2014, assumerà un ruolo dirigenziale, supervisionando tutte le Nazionali italiane, dalle selezioni giovanili alla prima squadra. Dopo il fallimento e l’esonero di Luciano Spalletti, seguito dal clamoroso rifiuto di Claudio Ranieri, con la Nazionale ai minimi storici, la direzione della FIGC è stata quindi quella di ripartire da chi sa vincere con gli Azzurri. Chi c’è già passato. Sono stati gli ultimi a vincere trofei con la maglia azzurra – il Mondiale del 2006 e l’Europeo del 2021 – e a guidare l’ultima volta che la Nazionale ha disputato un Mondiale. È una scelta che, vista la situazione attuale, ha senso. L’Italia deve ripartire da zero e i suoi giocatori devono reimparare le basi, a partire dall’importanza e dall’orgoglio di indossare una maglia azzurra con lo scudetto tricolore. Ci vuole qualcuno che l’abbia già fatto, e con successo, non molto tempo fa. Il presidente della FIGC Gabriele Gravina voleva un ex campione del mondo alla guida. Dei tre nomi che sembravano essere stati scelti – Fabio Cannavaro, Daniele De Rossi, Gennaro Gattuso – Ringhio è di gran lunga il più esperto. Forse – questa è solo la nostra opinione – De Rossi sarebbe stata una scelta più equilibrata nel complesso, dato che la leggenda della Roma faceva già parte dello staff di Roberto Mancini che ha portato l’Italia alla gloria a Euro 2021 e non ha meno grinta di Gattuso. Ma, Gattuso sia, e ora l’intero Paese deve sostenere il suo nuovo comandante in capo del calcio. Una generazione con poco talento A Gattuso non manca certo l’esperienza internazionale. Da giocatore, ha persino trascorso una stagione ai Glasgow Rangers, ai tempi in cui quasi nessun calciatore italiano giocava all’estero. Da allenatore, ha navigato in acque turbolente all’OFI Creta, al Valencia, al Marsiglia e, più recentemente, all’Hajduk Spalato. Ha ricoperto incarichi anche nel Milan e nel Napoli, guidando i partenopei alla vittoria della Coppa Italia. Tuttavia, il suo curriculum non è affatto immacolato, visto che le sue ultime tre esperienze si sono concluse con l’esonero del calabrese Ringhio. Ha dimostrato di essere un allenatore di livello mondiale? No, non ancora. Ma per oggi non è un problema. Vorremmo poterci permettere il lusso di discutere se Gattuso sia l’uomo giusto per aprire un ciclo vincente con gli Azzurri, ma il compito da svolgere è più elementare: arrivare al Mondiale. In effetti, il problema dell’Italia è duplice. Da un lato, la penisola italiana si trova ad affrontare una preoccupante carenza di talenti. Nella rosa degli Azzurri, forse solo Gianluigi Donnarumma è un autentico fuoriclasse. Nicolò Barella, quando in forma, è potenzialmente una stella nascente, così come Sandro Tonali. In difesa, Alessandro Bastoni è un degno rappresentante della gloriosa scuola difensiva italiana, sebbene non sia (ancora) un Bonucci o un Chiellini. Ma questo è tutto. Il resto dei potenziali convocati azzurri sono giocatori discreti e corretti che possono sicuramente reggere il confronto sulla scena internazionale, ma non ci sono Jude Bellingham, Jerome Musiala o Nico Williams (per citarne alcuni…) in vista. Questo non è qualcosa che Gattuso può cambiare. Questo è il lavoro di Prandelli e ci vorranno non meno di una o due generazioni, a patto che impariamo la lezione, iniziamo a insegnare ai nostri piccoli ragazzi italiani a giocare a calcio in modo più creativo e diamo loro lo spazio per emergere e sbocciare in prima squadra. Ma anche ammettendo che questa sia una delle generazioni di calciatori italiani meno talentuose che ricordiamo, questo dovrebbe comunque essere più che sufficiente, in condizioni normali, perché l’Italia si aggiudichi un biglietto per la Coppa del Mondo. Tuttavia, le recenti, scoraggianti prestazioni contro Norvegia e Moldavia hanno dimostrato che il rischio di perdere la scena mondiale per la terza volta consecutiva è reale. Questo è il secondo aspetto del problema, ed è di natura mentale. Cosa porta Gattuso in campo all’Italia? Soprattutto contro la Norvegia, i nostri giocatori sono apparsi spaventati, inconcludenti, mentalmente e fisicamente esausti. Questo non può essere dovuto solo al fatto che questa partita chiave si è conclusa al termine di una stagione estenuante. Erling Haaland o Antonio Nusa non hanno giocato meno partite di, per esempio, Giovanni Di Lorenzo o Mateo Retegui in questa stagione. C’è qualcos’altro, che riguarda il modo in cui la Nazionale viene percepita e vissuta. È qui che entra in gioco la personalità passionale e schietta di Ringhio. Ecco perché è l’uomo giusto per questo incarico. Ciò che Gattuso può fare va ben oltre il cliché dell’allenatore “da sergente istruttore” che prenderà a calci i suoi giocatori se non mostrano il giusto atteggiamento, anche se lui ne sarebbe perfettamente in grado. Nei suoi anni da allenatore, Gattuso è emerso come un allenatore che difenderà sempre i suoi giocatori. Il suo messaggio chiave si è evoluto in “Darò tutto per voi, se voi darete tutto per la nostra causa”. Questo è il tipo di accordo che stringerà con i suoi giocatori. Li sfiderà. Li spingerà. Ma li difenderà, proprio nel momento in cui hanno bisogno di essere protetti da un pubblico disilluso che sta seriamente mettendo in discussione il loro impegno per la Nazionale. Questo, ovviamente, se mostreranno la giusta mentalità. Gennaro Gattuso non avrà paura di escludere coloro che troppo spesso inviano un certificato medico per saltare una di quelle partite “minori” dell’Italia. Ma, non fatevi illusioni, riuscirà a ottenere il meglio da coloro che tengono davvero alla Maglia Azzurra. Mi viene in mente un esempio, risalente ai suoi giorni al Milan, quando non ebbe paura di far partire titolare il diciannovenne attaccante Patrick Cutrone all’improvviso. Con Gattuso alla guida dei rossoneri, Cutrone brillò nella sua prima stagione in Serie A, segnando 18 gol in tutte le competizioni. Noto come un “bravo ragazzo”, forse troppo tenero per giocare a calcio ad alto livello, Cutrone ha effettivamente mostrato il suo meglio sotto la guida di Gattuso. L’allenatore gli è entrato in testa e gli ha fatto dimostrare quello che sapeva fare. Da quando ha lasciato il Milan e Gattuso, Cutrone non è nemmeno riuscito a replicare le gesta della sua prima stagione. La campagna di riscatto di Gattuso per l’Italia inizia il 5 settembre a Bergamo contro l’Estonia. Bisogna dargli atto di aver accettato il lavoro che nessuno voleva, il lavoro migliore del mondo nel peggior momento possibile. Francamente, ha più da perdere che da vincere. Se porta gli Azzurri alla Coppa del Mondo FIFA 26, ha fatto il minimo indispensabile. Se fallisce, passerà alla storia come l’allenatore che ha fatto mancare all’Italia il Mondiale per l’ennesima volta, il che rovinerebbe per sempre la sua carriera da allenatore. Eppure, se c’è un allenatore là fuori che non ha paura di rimboccarsi le maniche e lottare per superare ogni pronostico, quello è Gennaro Gattuso. In bocca al lupo a lui e, ora più che mai, Forza Azzurri!!! Seguici su Google News per ulteriori aggiornamenti sulla Serie A e sul calcio italiano.
L’articolo “Gattuso approda in Italia per ricostruire lo spirito degli Azzurri” è apparso per la prima volta su The Cult of Calcio.









