Carlos Alcaraz ha superato in quattro set Jaime Faria al secondo turno degli US Open, confermando la sua forma fisica e la capacità di gestire la pressione del Grande Slam.
Durante la conferenza stampa il ventenne ha dichiarato di essere rimasto piacevolmente sorpreso dalla risposta del suo corpo allo “stress” di una partita ufficiale, aggiungendo: “In allenamento colpisco normalmente, con grande libertà e senza pensare al polso. La competizione è un mondo diverso, ma quando entro in campo devo andare sui colpi. Devo colpire come facevo prima dell’infortunio e poi vedere cosa succede. Mi sento benissimo, non c’è nessun motivo per avere paura e non giocare normalmente”.
Alcaraz ha poi spostato l’attenzione sul calendario sempre più fitto, osservando che “è vero che puoi dire di no e scegliere il calendario, ma ci sono Masters 1000, Slam e tornei obbligatori. Se dovessimo disputare tutto ciò che l’ATP ci richiede, saremmo in campo per circa quaranta settimane”. Per evitare infortuni di lunga durata, ha annunciato l’intenzione di concedersi pause più lunghe, specificando: “In futuro mi prenderò delle pause lunghe. Magari non quattro mesi, ma uno o due, saltando qualche torneo, perché è impossibile giocarli tutti”.
Il messaggio si aggiunge a quello di altri giovani, come Holger Rune e Jack Draper, che hanno già sperimentato interruzioni per preservare la salute. Alcaraz spera che l’ATP ascolti queste richieste, nonostante la recente decisione di introdurre un nuovo Masters 1000 in Arabia, che sembra andare nella direzione opposta.
Fonte originale: tennisitaliano.it

